I fossili del Museo PARC

Breve descrizione della formazione di un fossile

Sono i resti, più o meno completi, di un animale o una pianta sfuggiti alla decomposizione dopo la morte. E’ un evento rarissimo, che può verificarsi in caso di un rapido seppellimento dell’organismo. Le parti che si conservano meglio sono quelle già composte da minerali, come gusci, denti, ossa, ecc.. Si possono conservare non solo le parti di un organismo, ma anche le tracce della sua attività, come, ad esempio, le orme dei dinosauri o più semplicemente le gallerie di organismi marini quali ricci di mare, piccoli crostacei, ecc… Lo studio della storia degli organismi dalla morte al loro ritrovamento come fossili si chiama tafonomia. Si distinguono principalmente tre fasi fondamentali in ordine di tempo:
  • Morte
  • Seppellimento
  • Processi di fossilizzazione
Le cause di morte più comuni sono: predazione, soffocamento, avvelenamento o più in generale variazione dei parametri ambientali. Queste variazioni sono legate a fattori quali sensibili cambiamenti della salinità, del tenore di ossigeno e/o della temperatura dell’acqua. Eventi improvvisi, come alluvioni o frane, possono apportare enormi volumi di sedimenti in tempi relativamente brevi e provocare il soffocamento degli organismi nelle vicinanze. Alla morte di un organismo, iniziano i processi di necrolisi, compresa una eventuale disarticolazione delle parti scheletriche. Quest’ultima è accelerata dalla condizioni ambientali nelle quali si trova l’organismo. In Italia le attività inerenti la paleontologia sono soggette al Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio, Decreto legislativo 22 gennaio 2004 n° 42, che regolamenta e disciplina anche i Beni archeologici. Tra i Beni considerati oggetto di tutela vi sono anche i siti geo-paleontologici, pertanto la ricerca e gli scavi finalizzati al ritrovamento di fossili di tutte le Ere, sono demandati allo Stato. L’attività di ricerca può essere autorizzata anche per le Università e per gli Istituti e Musei specializzati.

Ricerca e raccolta dei fossili, è legale?

Non è consentita la raccolta o collezione da parte dei privati, che hanno il dovere di consegnare alle autorità competenti del Territorio, i fossili ritrovati accidentalmente in caso di arature o di semplici scoperte fortuite. Agli stessi rinvenitori spetta un “premio” in caso di scoperte di eccezionale interesse culturale. La catalogazione e la documentazione del patrimonio paleontologico è curata dall’Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione che negli ultimi anni ha elaborato la scheda descrittiva dei Beni Paleontologici che costituisce uno standard per tutti gli studiosi del settore. I fossili di provenienza non italiana invece, non essendo vincolati dalla suddetta legge, possono essere oggetto di libero scambio, vendita e manipolazione senza alcun problema, sempreché siano stati introdotti regolarmente nel nostro territorio.

I fossili esposti al museo P.AR.C.  di Genoni

I fossili esposti nelle sale del P.AR.C. sono costituiti essenzialmente da ricci di mare, bivalvi e gasteropodi, qualche raro resto di crostacei come piccoli granchi o cirripedi e un piccolo esemplare di cefalopode. Tutti questi animali presentano in vita un guscio o una conchiglia composta essenzialmente da carbonato di calcio (calcite e aragonite). Il processo di fossilizzazione che interviene in questo caso è detto mineralizzazione. I sedimenti che hanno racchiuso i nostri fossili per milioni di anni, nel corso di questo lunghissimo tempo hanno dato origine a reazioni chimiche che hanno fatto ricristallizzare la calcite dei gusci, mantenendo pressoché intatta la forma esterna. Spesso accade che per particolari condizioni chimico-fisiche il guscio venga sciolto e rimangano le impronte dell’organismo impresse nello strato roccioso che lo ricopriva. I vegetali rinvenuti, costituiti per lo più da parti di rami, frammenti di tronchi e pigne, hanno subito il processo di carbonificazione. Dopo il rapido seppellimento dei resti, i batteri, in assenza di ossigeno, causano l’eliminazione di liquidi e altri composti organici e si ha un arricchimento di carbonio, già presente naturalmente nell’organismo. Lo studio dei fossili ci aiuta a ricostruire l’ambiente, la flora e la fauna del passato. Articolo a cura del Geologo e Direttore scientifico del PARC Luigi Sanciu

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Torna in alto
Iscriviti alla newsletter

Per avere aggiornamenti sugli eventi, campi estivi e attività del museo