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Doni di primavera di Valentina Loche

Orani, 29 aprile 2023

Uno dei doni più graditi di Babbo Natale è un foglietto adagiato sull’albero con i nomi dei bambini, al suo interno si trova un buono per una gita da fare con i cuginetti di cuore in data e località sconosciute fino a quando non arrivano notizie dal polo nord. Mà d’at iscritu Babbo Natale? Galu no. Il tutto si ripete per settimane fino a quando alla fatidica domanda rispondo con un bel eja! Stavolta la destinazione è al P.AR.C. Genoni: Museo Paleontologico, Archeologico e Laboratorio didattico. La prima gita dell’anno in questa primavera un po’ timida che oggi si affaccia regalandoci paesaggi fantastici. Affidiamo i bambini ad Anna che li porterà nel magico mondo dell’archeologia e paleontologia. Il piccolino un po’ titubante ma si fida di me e io credo molto in Anna. Noi veniamo affidati a Roberta, la nostra guida che ci porterà a visitare il Museo del cavallino della Giara. Che io mi chiedo che ci sarà mai in un museo di un cavallino? Ma credo anche in Roberta e la seguo insieme agli altri. Roberta apre un enorme portone antico, entriamo in un immenso cortile e già qui sono felice perché io adoro gli spazi all’aperto delimitati da alte mura. La felicità aumenta perché nelle pareti ci sono dei disegni stilizzati. L’arte m’insegue, stavolta è quella di Lello Porru che rappresenta l’incontro tra i cavallini della Giara, il tempo e la comunità di Genoni. Ascoltiamo la storia di questi puledri, unici in tutta la Sardegna, attraverso le illustrazioni di Pia Valentinis (l’inseguimento continua!), guardiamo foto, video e accessori antichi di chi prima possedeva alcuni di questi esemplari che ora sono sotto la tutela della Regione Sardegna. Passiamo alla parte etnografica con Roberta che risponde a qualsiasi nostra curiosità in modo ineccepibile e ogni tanto ci fa qualche indovinello su oggetti apparentemente strani che poi scopriamo essere utili in tutte le epoche storiche. La nostra visita finisce nel vecchio ex convento dei Frati Osservanti Minori, una struttura molto suggestiva con un panorama mozzafiato sul paese, sulla Marmilla e sul parco della Giara. Oddeu bellu. Torniamo al Museo P.AR.C, il piccolino mi viene incontro facendo salti di gioia e mostrandomi tutto ciò che hanno fatto con Anna (ho fatto benissimo a credere in lei!). Bambini felici che non vogliono smettere di fare i paleontologi e che mi chiedono se torneremo lì anche di pomeriggio. No no, c’è la Giara che ci aspetta. Vale non abbiamo finito, c’è la parte archeologica tutta da vedere. Vidimula. E qui facciamo un viaggio nel tempo tra pozzi sacri, bronzetti, fossili marini e denti di megalodonte. Se penso che qui c’era il mare, cess. Questo bellissimo percorso ha riempito le nostre menti e ha svuotato le nostre pance. La bellezza ha bisogno di energia. Ci aspetta un pranzo al sacco nell’area picnic prima di andare al parco della Giara a trovare i cavallini. Li troviamo subito, appena entriamo nell’area. Sono lì tranquilli che mangiano, passeggiano, vivono liberi e felici.

“Come il vento nell’erba della prateria noi eravamo parte di questo posto, e ne saremmo sempre stati parte.” Spirit- cavallo selvaggio

Grazie Babbo Natale, grazie perché ogni anno ci fai vivere insieme nuove avventure facendoci scoprire la nostra terra. E grazie a Michele per aver fondato questo Museo, ad Anna e Roberta splendide guide che hanno reso la nostra gita speciale. Grazie di cuore a tutti Valentina Ps. E come diceva sempre mia nonna ogni volta che davo un esame all’università: migliori avanzamenti! Che siano pieni di luce e ranuncoli dorati.

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